riMEDIAndo

noi stessi e le nostre idee sui media

Chi sono

Utente: confidenze

Chi siamo, piuttosto... e vogliamo parlare di noi e del nostro abitare i media, perché li studiamo con la volontà di scoprire come ci cambiano. C'è, infatti, chi (David J. Bolter, per la precisione) sostiene che "Un medium è ciò che rimedia". Perché rimediando, allora? Perché vogliamo parlare di come si trasforma il nostro modo di essere, comunicare, studiare, pensare, per effetto del nostro stare personalmente in rapporto con (tutti) i media. E vogliamo farlo con voi. Qui, dunque, raccontiamo idee, riflessioni, scoperte (viste, linkate, ascoltate, lette, incontrate, sognate, viaggiate, e chissà cos'altro). Tutto scrivendo, perché "Scrivere è divenire. Non divenire scrittore (o poeta), ma divenire, verbo intransitivo" (Trinh T. Minh-ha).

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sabato, dicembre 20, 2008

rimediato da: confidenze alle ore 03:19 | link | commenti
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mercoledì, luglio 02, 2008

Un articolo molto interessante

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/scienza_e_tecnologia/suoni-rupestri/suoni-rupestri/suoni-rupestri.html

REPUBBLICA ONLINE ARTICOLO PUBBLICATO IL 2 LUGLIO 2008
TECNOLOGIA & SCIENZA
Uno studio francese: i segni nelle caverne tracciati dove l'acustica era migliore
Non solo pittura, in quei luoghi probabilmente ci si riuniva per cantare e suonare
Musica tra le pitture rupestri
I concerti dell'uomo preistorico
di ANDREA BETTINI

rimediato da: Skylark67 alle ore 23:33 | link | commenti
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mercoledì, marzo 05, 2008

Ma non è una cosa seria... chi lo dice?

Mentre scrivo, su Canale 5, nella trasmissione Amici si sta consumando uno psicodramma molto interessante, anche se fosse tutto già scritto sul copione. Il tema è lo scontro tra i metodi di insegnamento e le idee sull'apprendimento di due insegnanti, credo di canto, e l'occasione nasce da una diffida ad uno di loro a non esprimere, nei termini usati precedentemente, le sue opinioni sul metodo e le idee dell'altro.

Questa sera, dunque, si scontrano due scuole di pensiero didattico ed educativo: la prima, secondo la quale più di tutto conta l'esercizio severo e una preparazione tecnica e fisica ineccepibile; la seconda, secondo la quale più di tutto conta la passione, la teatralità del gesto e l'interpretazione anche personale.

Certo, forse tutto si ridurrà a qualche improperio e a liti degne di un condominio, ma a me pare interessante, e sarebbe bello poterne discutere seriamente pure lì, in televisione, senza teorici ed esperti del settore, ma a partire dall'esperienza degli uni e degli altri, docenti e studenti.

Perché c'è una cosa che mi inquieta negli ultimi tempi: incontrare agli esami studenti che raccontano di aver smesso di fare sport o danza, o altro, a livello agonistico per la percezione di non avere molte prospettive professionali, visto che ne emerge uno su migliaia. E quindi, in mancanza d'altro, riprendono gli studi.
Be', se questo è il quadro, io faccio il tifo per i ragazzi della scuola di Amici. proforn

rimediato da: confidenze alle ore 22:45 | link | commenti
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Provincia profonda

Stamattina, passando in piazza, ho visto una cosa che mi ha lasciata allibita. Vivo a Rieti, che si da arie di città ma in realtà è soltanto un paesone, però mi piace: qui c'è anche un museo archeologico, di resti ovviamente di origine sabina e poi, altrettanto ovviamente, per chi ricorda la storia studiata alle medie (o alle elementari?), di resti di origine romana.
Be', cosa ha pensato di organizzare questo Museo (il cui personale è composto per lo più di donne) per celebrare la ricorrenza del'8 marzo? Una mostra di resti romani che documentano stili di acconciature di donne romane, di oggetti per la cura del corpo e del trucco.
Ora, io penso, ad esempio, alle polemiche recenti sul libro di Loredana Lipperini, Ancora dalla parte delle bambine: donne se la prendono con le Winx, per dire, perché del genere femminile sembrerebbero sottolineare soltanto aspetti legati ai meccanismi della seduttività, assegnati storicamente ed esclusivamente alle donne.
E allora, cosa dovremmo dire di queste che associano l'8 marzo ai belletti e ai profumi dimenticando tutto il resto (non so, ci sarà stato magari anche solo un frammento di bassorilievo o di scultura che ritraesse una donna
 che scrive, che legge, che educa, che parla, e così via)? E pure convinte di avere proposto una lodevole ed edificante iniziativa, senza rendersi conto di avere, al contrario, contribuito a confermare, radicandolo pure nella storia antica, niente più che uno stereotipo.
D'altra parte, le prime contribuire a diffondere luoghi comuni sul genere maschile sono  proprio le madri, sia perché adottano con i figli maschi comportamenti di eccessiva protezione e copertura (come magnificamente documenta Marina D'Amelia nel suo bellissimo, La mamma), sia perché li educano alla prigrizia, all'incontinenza verbale e manuale.
Così, mi convinco sempre più che quello che le rappresentazioni nei media elettronici e digitali mettono in scena costituisce solo un pallido richiamo delle assurdità che vengono compiute utilizzando media più tradizionali. proforn

rimediato da: confidenze alle ore 20:42 | link | commenti (3)
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martedì, marzo 04, 2008

Scrittura privata e visione pubblica di donna

Venerdì 7 marzo sarà nei cinema il documentario di Alina Marazzi, Vogliamo anche le rose, un film costruito sull'intreccio tra brani di filmati d'epoca, attentamente selezionati e montati, e pagine dei diari di 3 ragazze di allora, scovati tra i tanti raccolti nell'Archivio Nazionale dei Diari di Pieve Santo Stefano.

Questa cosa mi ha molto colpita, perché ripropone una costante fondamentale della vita delle donne, emersa platealmente proprio negli anni Settanta con il movimento femminista: l'andirivieni tra privato e pubblico, tra solitudine e solidarietà, tra scrittura personale e documentazione storica.

Per me è una chiave esistenziale e, allo stesso tempo, teorica; vale per me, singolarmente e per tutte, considerate come genere.

Non vedo l'ora di vedere il film, di sicuro, però, dopo l'8 marzo, da sola, per saltare, allo stesso tempo, le celebrazioni politiche e il consumo di olio di balena degli spogliarellisti, i sorrisi di circostanza color mimosa appassita degli uomini e le cene di sole donne a menù fisso. proforn

rimediato da: confidenze alle ore 15:18 | link | commenti (2)
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Quel che dalla Cina viene dalla Cina ritorna

Una segnalazione, mi pare, interessante: sapete che forma avrà la torcia olimpica, di design tutto cinese, disegnata appositamente da uno staff di creativi legati alla Lenovo, il maggior produttore di computer della Repubblica Popolare?
Quella di un rotolo di pergamena.
L'idea viene dall'origine della carta, inventata, appunto, in Cina. La torcia a forma di rotolo di pergamena verrà ovviamente passata di mano in mano, a simboleggiare la circolazione del sapere.

Bella idea, no?

rimediato da: confidenze alle ore 15:01 | link | commenti (1)
medi-azioni:
giovedì, dicembre 20, 2007

interessante...

vi segnalo un articolo in cui si riflette sulla "necessità" di lanciare Knol, concorrente di Wikipedia firmato Google: mi sembra che possa essere uno spunto stimolante, con molti punti in comune con le riflessioni aperte in merito alla costruzione condivisa della conoscenza e sul ruolo dei media
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2143316

G.
rimediato da: confidenze alle ore 05:01 | link | commenti (5)
medi-azioni: riflessioni, web , media, scrittura
giovedì, novembre 22, 2007

Astro boy"Per me, il personal computer era solo un ragazzetto muto, che ripeteva quello che la gente gli insegnava, o faceva quello che era programmato a fare, senza dimostrare reali benefici. Ricordo perfettamente la prima volta che ho visto Internet. Fu quando andai a Kyoto per aiutare un amico che diceva di voler lanciare il primo Internet café in Giappone.
Quando ero bambino, il Pc era una tremenda scatola con la quale non ero mai venuto in contatto. In Astro Boy, uno dei maggiori cartoni animati giapponesi, i personaggi principali, il professor Ochanumizu e Astro Boy, consultavano spesso un enorme computer a muro ogni qualvolta un nemico li attaccava.
Il computer analizzava e identificava sempre il nemico, faceva una valutazione delle forze e dei punti deboli, determinava le richieste, pianificava l'attacco e forniva al professore e ad Astro Boy il miglior consiglio su come neutralizzarlo. I due avrebbero quindi combattuto secondo le isruzioni del computer, riuscendo sempre a preservare la pace in Giappone. I primi pc da me incontrati furono indubbiamente una delusione. Non avevano l'interfaccia grafica (Gui) - così ovvia oggigiorno - che consentono di cliccare su un'immagine per iniziare un'azione. Spingendo sulla tastiera si producevano solo lettere come aaaaaa e non succedeva nulla. Avresti dovuto chiedere: «Se 1+1=2 e 1-1=0, allora quanto fa 2+3-4?» per avere la loro risposta. I computer erano mere scatole che ripetevano quanto già sapevi.
Ma Internet era diverso. La  prima volta che ho visto NTTDirectly, era un motore di riverca più o meno come il Google odierno, ho solo seguito la guida del mio amico  nel digitare qualcora che volevo conoscere. Così ho digitato «McLaren, F1». La prima pagina si rivelò lentamente (sono cresciuto nella regione del Kansai  che viene spesso considerata come il luogo con il ritmo più veloce del mondo). Dai... dai... dai... ci saranno voluti probabilmente tre minuti buoni per mostrare una pagina. E che cosa ho visto? Un lunghissimo elenco di articoli sul team F1 McLaren! È imbarazzante ammetterlo ora, ma la mia prima reazione fu di chiedere al mio amico quando aveva trovato il tempo per scrivere tutto ciò nel suo computer. Quando il mio amico ebbe finito di ridere a crepapelle, si ricompose ed affermò che ciò che stavo vedendo era quello che diverse persone nel mondo avevano cercato e trovato sulla McLaren F1 e che avevano messo nei loro computer e che ora veniva condiviso con me in risposta alla semplice richiesta che avevo appena digitato.
Che shock! È il mondo di Astro Boy!"
Hori, La rivoluzione dell'internet mobile in Giappone,  in Limes "Mistero Giappone"
rimediato da: dreca alle ore 10:01 | link | commenti (1)
medi-azioni: riflessioni, web , anime
mercoledì, novembre 14, 2007

Ratatouille !



Insieme a Giovanni Fiorentino abbiamo provato a scrivere su NIM un articoletto su Ratatouille, l'ultimo film Disney-Pixar diretto da Brad Bird.

Qualcuno l'ha già visto? Che ne pensate?

Mario



rimediato da: confidenze alle ore 14:41 | link | commenti (12)
medi-azioni: riflessioni, cinema, disney

Ricordi mediatici

Prendendo spunto "Ricordi di famiglia e media" (per scoprire cos'è basta andare qui) e sollecitati dalla lettura del libro della Frugoni Il medioevo sul naso, vorremmo provare a scoprire la nostra esperienza come un tessuto di mediazioni e allo stesso tempo scoprire cosa è un media, cioè cercare di capire, calandola nel nostro vissuto personale, l'affermazione 'i media sono tutti quegli strumenti che fanno da mediazione tra noi e ciò che ci circonda'.
Per farlo proponiamo un gioco: inseriamo tra i commenti a questo post dei ricordi personali in cui un oggetto ha cambiato il nostro modo di percepirci, o di percepire gli altri o ciò che abbiamo intorno. Tra gli strumenti analizzati dalla Frugoni nel suo testo ce ne sono di molto comuni (ad esempio la forchetta), la proposta è quindi di indirizzarci verso strumenti che generalmente non vengono riconosciuti come tecnologie (in quanto l'elemento macchina non è palese).

Per capire un gioco la strada migliore è giocare.
Diamo il via alla scrittura...
rimediato da: confidenze alle ore 11:26 | link | commenti (1)
medi-azioni: media, scrittura, gioco